Assunzioni e Contratti
Dal 2027 aumenta il costo per le aziende che non coprono gli obblighi di assunzione dei lavoratori con disabilità
Giuseppe Liguori
24/08/2026
Dal 1° gennaio 2027 il contributo esonerativo passa da 39,21 a 44,32 euro al giorno per ogni lavoratore con disabilità non occupato. Aumenta anche la sanzione per la mancata copertura della quota d'obbligo, che passa da 196,05 a 221,60 euro al giorno.
Il cambiamento è stato introdotto dal Decreto del Ministero del Lavoro n. 100 del 3 agosto 2026, pubblicato il 12 agosto 2026.
Per le aziende interessate non si tratta soltanto di un aggiornamento di importi: è una novità che può incidere sulla programmazione del costo del personale e rende ancora più importante verificare per tempo la propria posizione.
Quali aziende sono interessate?
La normativa sul collocamento mirato prevede, in linea generale, un obbligo di assunzione di persone con disabilità per i datori di lavoro che raggiungono almeno 15 dipendenti, secondo una quota che varia in base alle dimensioni dell'azienda. Il Ministero del Lavoro indica:
Dimensione aziendale | Obbligo |
|---|---|
Fino a 14 dipendenti | Nessun obbligo |
Da 15 a 35 dipendenti | 1 lavoratore con disabilità |
Da 36 a 50 dipendenti | 2 lavoratori con disabilità |
Oltre 50 dipendenti | 7% dei lavoratori occupati |
Attenzione: questo è un quadro generale. Il calcolo effettivo della quota di riserva deve essere effettuato considerando le regole sul computo dei lavoratori e le eventuali esclusioni o particolarità previste dalla normativa.
Cosa succede se l'azienda non riesce a coprire la quota?
La normativa prevede, in determinate situazioni, la possibilità di utilizzare un esonero dall'obbligo.
Non significa, però, che l'azienda possa semplicemente scegliere di non assumere e pagare una somma.
L'esonero è uno strumento previsto dalla legge per specifiche situazioni. In particolare, l'art. 5 della Legge n. 68/1999 disciplina l'esonero per datori di lavoro che, per le speciali condizioni della propria attività, non possono occupare l'intera percentuale di lavoratori con disabilità. È inoltre prevista una specifica forma di esonero per determinate lavorazioni con un tasso di premio INAIL pari o superiore al 60 per mille.
In questi casi il datore di lavoro sostiene un contributo esonerativo per ciascun giorno lavorativo e per ciascun lavoratore con disabilità non occupato.
Dal 2027 il contributo aumenta
Ed è questa la vera novità.
Il D.M. n. 100/2026 stabilisce che dal 1° gennaio 2027 il contributo esonerativo passa: da 39,21 € a 44,32 € al giorno per ogni lavoratore con disabilità non occupato.
Si tratta di un aumento di 5,11 euro al giorno, pari a circa il 13%.
Per un'azienda che utilizza legittimamente l'esonero, quindi, il maggior importo deve essere considerato nella programmazione dei costi del personale per il 2027.
E la sanzione?
Qui è importante distinguere due situazioni.
Il contributo esonerativo non è una sanzione.
È il versamento previsto quando l'azienda utilizza legittimamente il meccanismo di esonero nelle condizioni previste dalla legge.
La sanzione, invece, riguarda il mancato adempimento dell'obbligo di assunzione quando non ricorrono le condizioni che consentono di utilizzare l'esonero.
La legge stabilisce che la sanzione prevista dall'art. 15, comma 4, è pari a cinque volte il contributo esonerativo. Di conseguenza, dal 1° gennaio 2027 passa:
da 196,05 € a 221,60 € al giorno
per ciascun lavoratore con disabilità non occupato.
La differenza è quindi sostanziale:
Esonero legittimamente utilizzato → contributo di 44,32 € al giorno.
Obbligo non adempiuto senza un valido esonero → può applicarsi la sanzione di 221,60 € al giorno.
Non si tratta quindi di scegliere liberamente quale dei due importi pagare.
Perché questa novità dovrebbe interessare un imprenditore?
Perché il tema non riguarda soltanto la conformità alla normativa.
Riguarda anche il controllo del costo del personale.
Un'azienda soggetta agli obblighi dovrebbe conoscere:
qual è la propria quota di riserva;
quanti lavoratori sono effettivamente computabili;
se esiste una scopertura;
se può utilizzare un esonero (nazionale o regionale);
quale sarebbe il costo dell'esonero;
quali conseguenze economiche deriverebbero dal mancato rispetto dell'obbligo.
Il D.M. n. 100/2026 rende ancora più importante effettuare questa verifica prima del 2027, soprattutto per le aziende che già utilizzano un esonero.
Non aspettare che il problema diventi una sanzione
La gestione degli obblighi relativi alle persone con disabilità non dovrebbe essere affrontata soltanto quando emerge una scopertura.
La vera domanda per l'imprenditore è:
"La mia azienda sta gestendo correttamente questo obbligo e qual è il modo più efficiente per farlo?"
La risposta non è necessariamente "assumere" o "pagare il contributo".
Dipende dalla situazione concreta dell'azienda, dal numero dei dipendenti, dalle caratteristiche delle attività svolte e dalla possibilità di utilizzare gli strumenti previsti dalla normativa.
Per questo è utile verificare la posizione prima di prendere una decisione!

